Il festival Pazza Idea. Profilo Futuro esplora i complessi scenari sociali e culturali della contemporaneità attraverso la capacità interpretativa e divulgativa dei libri, offrendo occasioni di incontro e confronto. Scrittori, autori, giornalisti, performer e artisti, a partire dal passato, osservando il presente e immaginando il futuro, racconteranno il nostro tempo, ognuno con una visione singolare, e al tempo stesso collettiva, e alcuni in modalità “futura” in un percorso tra letteratura, narrazioni, nuovi linguaggi, arte, cinema, poesia e nuove forme digitali, con un carattere distintivo e forte, in modo nuovo e sempre utile, necessario. Per raccontare con l’arte e la letteratura un’idea di “Futuro” che abbia un alto profilo e che sia il migliore possibile.

 

VENERDÌ 20 ottobre

> h 21:00 – Ts’E, Is Mirrionis

Anteprima Pazza Idea 2017 Gio Evan al Teatro di Is Mirrionis

La poesia arriva in città, direttamente dalla Rete. Un incontro per scambiarsi emozioni con un giovane poeta molto promettente e “virale”: dove il virus sono le parole e le storie, raccontate attraverso l’arma potentissima della poesia.

La periferia della città e il centro dell’animo umano, l’amore, nei versi di Gio Evan.

– Libro di riferimento: Gio Evan, Capita a volte che ti penso sempre (Fabbri Editori 2017)

 

 

 

GIOVEDÌ 23 novembre

> h 17:00 – Sala Cannoniera

Salvatore Garauanteprima della mostra Futuri affreschi italiani (Pale d’altare per questo e altri pianeti)

L’arte è un potente strumento di lettura del presente e si inserisce nell’indagine del “Profilo Futuro” di una comunità sempre più ampia che esplora con curiosità le potenzialità del mondo che verrà e le sue rappresentazioni.

Il progetto di Salvatore Garau che qui si presenta in anteprima, viaggerà per il mondo (in Istituti Italiani di Cultura e Ambasciate, e in Musei, Aree industriali dismesse o Chiese), per poi ritornare a Cagliari fra due anni. Le tele di grandi dimensioni sono pensate come moderne pale d’altare e già  per questo rivoluzionarie nell’approccio moderno al tema sacro, e esplorano il senso del mistero e della sacralità adempiendo a una delle missioni dell’arte contemporanea, che è quella di evocare con le immagini. Di farle vedere, di cogliere l’attenzione dello spettatore e fargli sorgere delle domande.

Salvatore Garau, che è un autore poliedrico (è anche musicista, cineasta e scrittore, ma è con la pittura che ha espresso il meglio di sé), con collezionisti importanti, dialogherà con il curatore Stefano Salis su questo suo ultimo lavoro e le sue prospettive future, tra cui le tappe nei vari Istituti Italiani di Cultura. Londra, Parigi, Bruxelles, Stoccolma, Copenaghen, San Paolo e ambasciate come Pechino, Tel Aviv e Washington.

Saranno presenti Stefano Salis (curatore) e l’artista Salvatore Garau

 

 

> h.18:00 Sala delle Mura

L’uomo delle stelle. David Bowie: uno, nessuno e centomila

Luca Scarlini, scrittore, drammaturgo per teatri e musica, performance artist, storyteller, racconta il suo viaggio nell’universo scintillante e caleidoscopico di David Bowie ai tempi di Ziggy Stardust, e la rivoluzione musicale e del costume incarnata dal “Duca Bianco”: i confini che sfumano, il glamour che si fa cultura, l’esplorazione e la sperimentazione: dagli anni Settanta a oggi, una visione nuova del presente e profetica del futuro. Un artista che aveva immaginato il futuro con decenni di anticipo e ha incarnato tutte le sue complessità spesso sfuggenti, raccontato da un poliedrico scrittore-storyteller che per mestiere e per passione divulga l’arte e la bellezza nei musei e non solo.

– Libro di riferimento: Luca ScarliniZiggy Stardust. La vera natura dei sogni (ADD editore 2016)

in collaborazione con il Festival Marina Cafè

 

 

> h 19:00 – Sala Cannoniera

Il futuro te l’han pignorato?

Andrea Appino e Francesco Pellegrini, musicisti (Zen Circus), in conversazione con Nicola Muscas, giornalista

Un cantautorato nuovo in Italia è possibile. Le storie, il fermento, le gioie e i dolori del nostro tempo raccontate con linguaggio e sonorità diverse rispetto al passato, ma con la stessa forza dirompente rispetto a quello che il mondo pretende da noi. Siamo tutti in un “Grande raccordo animale”, e forse in tempi di performance esasperata il futuro è mostrare la fragilità e la forza delle storie di ogni giorno. Una conversazione con i musicisti Appino e Pellegrini (Zen Circus), per esplorare il linguaggio della musica, il potere di raccontare le storie in versi, soddisfazioni e frustrazioni dei nostri “tempi interessanti”.

 

 

> h 20:00 – Sala delle Mura

C’è un piccolo spazio magico nella giornata di tutti

incontro con il giornalista e psicologo Massimo Cirri (Caterpillar, Radio Due) in conversazione con il giornalista Alberto Urgu

Il medium “caldo” che resiste alle evoluzioni delle comunicazione, che con la sola forza del suono e delle voci stabilisce legami e un rapporto attivo fra chi parla e chi ascolta, e che ogni giorno “ci portiamo addosso”: è la radio, portatrice di magia e condivisione. Nel suo nuovo libro il giornalista e psicologo Massimo Cirri racconta storia e miracoli di uno strumento unico per il suo potere di coinvolgimento, dai primi segnali Morse sul Titanic alle radio libere, passando per l’esperienza di Radio Fragola e l’approccio basagliano alla salute mentale. Sempre con uno sguardo di gratitudine e meraviglia per la possibilità unica, individuale e collettiva, che la radio ci offre di partecipare ed esprimerci con linguaggi ogni volta nuovi.

– Libro di riferimento: Massimo Cirri, Sette tesi sulla magia della radio (Bompiani 2017)

 

 

 

VENERDÌ 24 novembre

 

> h 17:00  – Sala Cannoniera

Dall’Albania all’Italia: Adrian Paci racconta la sua opera e la sua storia. Come l’arte cambia la vita e racconta le realtà

Adrian Paci, artista, in conversazione con Simona Campus, Direttrice artistica del Centro EXMA Exhibiting and Moving Arts

L’artista ripercorrerà – intervistato da Simona Campus, direttrice artistica dell’EXMA – le tappe principali del suo lavoro artistico, che dalla natia Albania lo ha condotto a Milano e all’affermazione sulla ribalta del contemporaneo, dalla Quadriennale di Roma nel 2008, alle differenti partecipazioni alla Biennale di Venezia e alle personali in numerosi, prestigiosi musei; un lavoro che, attraverso molteplici linguaggi espressivi, riflette sui temi della patria, delle migrazioni, dell’identità, dell’incontro tra persone e culture.

 

 

> h 18:00 – Sala delle Mura

“Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini”. Le identità molteplici nell’arte, nella letteratura, nella vita moderna

Mario Baudino, giornalista, saggista e poeta, in conversazione con Stefano Salis, giornalista de Il Sole 24 Ore

L’arte della pseudonimia non ha soltanto il fascino del mistero e dell’eccitazione di scoprire chi si nasconde dietro quel libro, ma è anche un eccellente indicatore di modernità: perché oggi, nell’epoca della visibilità “democratica” per tutti, un autore dovrebbe rinunciare ad apparire (come ad esempio Ferrante?). Perchè rinunciare, cioè, a poter dire “Lei non sa chi sono io”? Quali sono le sfumature di significato che può assumere il gioco dell’identità, rispetto al passato? Dal grande anticipatore Romain Gary, figura epica di affabulatore, Fernando Pessoa e i suoi eteronimi, fino ai nostri odierni “nickname”, quanto contano la vanità e il desiderio di apparire e quanto invece una identità “altra” può proteggerci dal bombardamento di stimoli e interferenze di ogni giorno, soprattutto se la nostra è una vita “esposta”?

– Libro di riferimento: Mario Baudino, Lei non sa chi sono io (Bompiani 2017)

 

 

> h.19:00 – Sala della Cannoniera

Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Il futuro nelle relazioni

Mario Desiati, scrittore, ed Elena Stancanelli, scrittrice in conversazione con Renato Chiocca

Perversioni, inclinazioni, passioni e rovinose cadute, un’età dell’innocenza che non finisce con l’età adulta ma con l’esperienza a volte drammatica dell’abbandono: davvero siamo più fragili nelle relazioni o l’amore è un mostro impossibile da domare? Cosa c’è oggi di diverso – se c’è – nei rapporti con gli altri? La libertà e il progresso ci hanno cambiati, o forse è soltanto una narrazione diversa?

Desiati e Stancanelli raccontano storie diverse accomunate però dalla passione, questo meraviglioso e terribile sentimento che è insieme vitale e distruttivo, indissolubilmente legato all’eros e alle sue rappresentazioni, anche quelle meno politicamente corrette come la pornografia. Così come è socialmente scorretta la rabbia dell’abbandono, la scoperta insieme tragica e generativa che si può superare tutto, anche la fine di un amore.

– Libro di riferimento: Mario Desiati, Candore (Einaudi 2016)

– Libro di riferimento: Elena Stancanelli, La femmina nuda (La Nave di Teseo 2016)

 

 

> h.20:00 – Sala Cannoniera

L’invenzione del reale. Lo sguardo del cinema italiano sul presente e sul tempo che verrà

Dario Zonta, critico e produttore cinematografico, in conversazione con Miriam Mauti, giornalista.

Il linguaggio del cinema racconta il reale, ma con percorsi “altri” e sguardi insoliti, percorsi autoriali e sperimentali che partendo dall’osservazione della realtà e del tempo presente si proiettano al futuro.

Con questa indagine curiosa e accurata Dario Zonta esplora un’altra sfumatura di futuro, quella delle modalità artistiche e originali di raccontare le storie, e lo fa attraverso gli occhi e il lavoro di dieci “autori che partendo dal reale sono riusciti, con diverse gradazioni, a trascenderlo, proponendo un cinema innovativo che prova a dire chi siamo, cosa facciamo e dove stiamo andando”.

Gianfranco Rosi e Roberto Minervini, Alina Marazzi, Giovanni Columbu,Alice Rohrwacher e altri: dieci interviste, dieci dialoghi con altrettanti registi italiani che, nelle loro differenze specifiche, presentano un percorso comune lontano dal cinema ufficiale.

– Libro di riferimento: Dario ZontaL’invenzione del reale. Conversazioni su un altro cinema (Contrasto 2017)

 

 

 

SABATO 25 novembre

> h 10:00 – Sala Cannoniera

Pazza Idea Off Topic

Patrimonio Culturale: comunità di storie, modelli, esperienze e strumenti

A cura di Imago Mundi

Relatori:

Fabrizio Frongia, Presidente Associazione Culturale Imago Mundi Onlus – coordinatore della rete Monumenti Aperti, Sardegna; Annie Reilly, manager Heritage Open Days, Inghilterra; Laura Anello, ideatrice e direttrice del festival Le Vie dei Tesori, Sicilia; Valentina Galloni, responsabile progetto I love Beni Culturali, Istituto Beni Culturali Regione Emilia Romagna; Antonella Nonnis, coordinatore della rete Ecomuseo della Valle dell’Aso, Marche; Erminia Sciacchitano, Chief Scientific advisor CoE, Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Alessandro Hinna, professore associato di Organizzazione aziendale, Università Roma Tor Vergata.

– Modera l’incontro Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore”.

L’incontro è organizzato dall’Associazione Culturale Imago Mundi Onlus, che coordina la rete di Monumenti Aperti, una manifestazione di volontariato culturale diffusa e partecipata. Sarà focalizzato sull’analisi delle modalità di valorizzazione del Patrimonio Culturale attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini in un’ottica di nuove relazioni e creazione di valore sociale. Inoltre, sarà una preziosa occasione per individuare possibili forme di coordinamento o collaborazione tra le buone prassi e nuove possibili definizioni, indicatori e misurabilità degli impatti sociali che iniziative come Monumenti Aperti generano nel contesto in cui si inseriscono. Infatti, a conclusione delle attività realizzate nel 2017 e in prospettiva della prossima celebrazione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, l’Associazione, in collaborazione con il Festival Pazza Idea, promuove questo meeting in cui saranno presentate le migliori esperienze di valorizzazione del patrimonio culturale in Italia ed Europa, realizzato grazie ad un contributo della RAS LR n.14/2006.

 

 

> h 16:00 – Sala degli Archi

Visioni di lavori di gruppo

Adrian Paci incontra gli artisti del territorio

 

 

> h 17:00 – Sala Cannoniera

 “Vergogna! se sei indignato kondividi!1!ù!”.

La discussione sostenibile nell’epoca dei social network: perchè farsi capire da chi non è d’accordo (salvando l’italiano) è una sfida del futuro

Vera Gheno, sociolinguista, e Bruno Mastroianni, filosofo, giornalista, autore e social media manager in conversazione con Nicola Pinna, giornalista.

Tipologie umane, talvolta “troppo umane”, quelle che ricorrono nei social network. La possibilità di esprimerci tutti, in vari modi e su diverse piattaforme, è un potente rivelatore, forse a volte un potente istigatore di comportamenti, virtuosi e meno virtuosi.

Vera Gheno, nel suo libro “Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network”, analizza la lingua che usiamo sui social e i comportamenti umani che pratichiamo: perché le parole sono sempre importanti.

Bruno Mastroianni, nel volume “La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico” va oltre. “Nell’epoca della disputa generalizzata e del mondo iper-connesso, cambierei prospettiva: comunicare è farsi capire da chi non è d’accordo.”: un ottimismo della volontà che oltrepassa molti stereotipi un po’ pigri su Internet, i social come “non-luoghi” deputati solo alla rissa o alla perdita di tempo e propone modalità utili perché la comunicazione non degeneri.

– Libro di riferimento: Vera GhenoSocial-linguistica. Italiano e italiani dei social network (Franco Cesati Editore 2017)

– Libro di riferimento: Bruno MastroianniLa disputa felice (Franco Cesati Editore 2017)

 

 

> h 18:00 – Sala delle Mura

Per sempre presenti. Un’etica possibile per ricordare e (farsi) dimenticare nella società interconnessa

Umberto Ambrosoli, avvocato, politico e saggista italiano, in conversazione con Stefano Salis, giornalista de Il Sole 24 Ore

La memoria, la storia, la convinzione di poter conservare tutti i nostri ricordi- quindi pezzi di vita- in un terabyte, sempre consultabili, quindi rinnovabili. Una memoria eterna e fisicamente disponibile che però si scontra con i cambiamenti dell’esistenza, e talvolta con le cose che sarebbe giusto dimenticare e far dimenticare. Un saggio che si interroga sul confine tra memoria e oblio, oggi che la tecnologia ci offre la possibilità di una esistenza – o almeno persistenza- eterna, perlomeno in Rete.

Esiste o no il diritto a essere dimenticati? E questo diritto esiste per tutti? Una domanda difficile in questi nostri tempi di velocità e affollamento di contenuti, in cui tutto è documentabile e immediatamente condivisibile, e che allo stesso tempo sta facendo sorgere un nuovo bisogno di libertà e sicurezza dagli sguardi altrui, quella sfera della “privacy” di cui molto spesso gli utenti non colgono l’importanza e la fragilità.

– Libro di riferimento: Umberto Ambrosoli e Massimo SideriDiritto all’oblio, dovere della memoria. L’etica nella società interconnessa (Bompiani 2017)

 

 

> h.19:00 – Sala Cannoniera

Un luminoso futuro alle nostre spalle // Niente più ti lega a questi luoghi

Raffaele Alberto Ventura, operatore culturale e scrittore, e Chiara Barzini, scrittrice e sceneggiatrice, in conversazione con Maddalena Brunetti, giornalista

Cosa succede se un’intera generazione, nata borghese e allevata nella convinzione di poter migliorare – o nella peggiore delle ipotesi mantenere  – la propria posizione nella piramide sociale, scopre all’improvviso che i posti sono limitati, che quelli che considerava diritti sono in realtà privilegi e che non basteranno né l’impegno né il talento a difenderla dal terribile spettro del declassamento? Cosa succede quando la classe agiata si scopre di colpo disagiata?”

E cosa accade quando quando veniamo sradicati dal nostro luogo- fisico e interiore- e catapultati in un altro? Cosa rappresenta il posto che abitiamo nelle costruzione di noi e della nostra identità? La generazione “di mezzo”, che vive, spesso con sconcerto, una realtà molto diversa dalle aspettative, ha sperimentato anche l’esperienza della lontananza dai luoghi di origine, in una modalità molto diversa dalle generazioni passate.

Quale è lo scenario futuro del nostro “stare” e del nostro “andare”, e che peso  hanno le radici e il viaggio nella nostra identità individuale e collettiva, nella conversazione tra una scrittrice che vive tra Europa e USA e uno scrittore che da Parigi osserva gioie, dolori, agi e disagi del nostro tempo.
– Libro di riferimento: Chiara BarziniTerremoto (Mondadori 2017)

– Libro di riferimento: Raffaele Alberto VenturaTeoria della classe disagiata (Minimum Fax 2017)

 

 

> h 20:00 – Sala Cannoniera

 

La nuova golden age della fiction televisiva. Come le serie americane hanno cambiato per sempre la tv e le forme della narrazione

Incontro con Carlo Freccero, autore, direttore televisivo, esperto di comunicazione

Introduce Alberto Urgu, giornalista e autore

Velocità, glamour, estetica al potere: le fiction televisive sono ormai la nuova frontiera della comunicazione. Personaggi- icona che  creano archetipi e miti come un tempo il cinema, ma con un linguaggio completamente diverso. L’immagine prevarrà sul contenuto? Quale il segreto del successo di questo particolare “oggetto di consumo” e in che modo influenzerà il gusto futuro?

Libro di riferimento: Carlo Freccero, L’idolo del capitalismo (Castelvecchi 2017)

 

 

> h 21:00 – Sala Cannoniera

I libri non hanno bisogno dei loro autori. La scrittura come un amore, un abbandono, come una  febbre

Proiezione del film documentario Ferrante Fever (regia di Giacomo Durzi, Italia 2017)
Un viaggio all’interno dei temi, dello stile e del successo di Elena Ferrante, una delle autrici più amate e tradotte al mondo, che il settimanale Time nel 2016 ha inserito tra le 100 persone più influenti al mondo. Un documentario evocativo che contiene interviste ad appassionati lettori e non solo come Jonathan Franzen, Hillary Clinton o Mario Martone, e che racconta l’opera e la storia della misteriosa autrice con la voce narrante di Anna Bonaiuto.
Ferrante non ha mai rivelato la sua identità, aprendo un dibattito culturale e perfino etico sul valore della scrittura tout court e del valore intrinseco delle opere rispetto ai loro autori: così un caso estremo di pseudonimia diventa snodo cruciale per ridiscutere i concetti di identità, di coincidenza fra la vita e i libri, e delle direzioni possibili della letteratura nel futuro.

– Libri di riferimento:
Elena FerranteL’amica geniale (Edizioni E/O, 2011)
Storia di chi fugge e di chi resta (Edizioni E/O, 2013)
Storia del nuovo cognome (Edizioni E/O, 2012)
Storia della bambina perduta (Edizioni E/O, 2014)

 


DOMENICA 26 novembre 

> h 17:00 – Sala delle Mura

Mi piego ma non mi spezzo. Storia e storie italiane di ordinaria precarietà

Marta Fana, ricercatrice, in conversazione con Maddalena Brunetti, giornalista

Meno diritti, più flessibilità per tutti. Così si è detto per gli ultimi vent’anni, ma il sospetto che in Italia qualcosa sia andato storto è scritto nelle storie di ordinario sfruttamento legalizzato che abbracciano ormai almeno due generazioni. Il lavoro è la questione fondamentale in Italia oggi, perché racconta il presente e definisce il tempo che verrà. Il dominio del cottimo, i nuovi operai del lavoro intellettuale, le insidie di una “elasticità” che è diventata precarietà di lavoro e di vita. Le inchieste della studiosa Marta Fana sul Jobs Act e la sua lettera al ministro Poletti hanno finalmente risvegliato l’attenzione del pubblico su un tema sociale e etico di grande importanza: quale presente e quale futuro al di là della retorica delle “magnifiche sorti e progressive” della flessibilità ma anche del pessimismo “tout court”? 

– Libro di riferimento: Marta FanaNon è lavoro è sfruttamento (Laterza 2017)

 

 

> h 18:00 – Sala Cannoniera

“L’incontro”

Proiezione del cortometraggio di Michele Mellara e Alessandro Rossi (Italia, 13’)

Un momento nella vita semplice di Amin, un sedicenne marocchino dall’accento italiano, residente in Italia, che lotta per avere la cittadinanza.
Il cortometraggio “L’incontro” è stato presentato in anteprima al Premio MigrArti alla 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
In collaborazione con il Festival Creuza de Mä

 

 

> h 18:30 – Sala Cannoniera

Frontiere chiuse, ferite aperte. La Cicatrice: tratti di confine.

Andrea Ferraris, disegnatore e Renato Chiocca, regista e sceneggiatore in conversazione con Igort illustratore, fumettista, scrittore, editore.

Tremiladuecento chilometri è lungo il confine tra Messico e Stati Uniti, più di un terzo dei quali segnato dal muro. La frontiera. Quella che un tempo era l’icona della conquista dell’occidente, oggi è una ferita della società contemporanea, una cicatrice, attorno alla quale si alternano oscurità e luce, violenza e umanità. Su quei territori gli autori si sono spinti in prima persona, per guardare i paesaggi, ascoltare le voci e raccogliere le storie di chi vive in prima linea quella realtà. Il risultato è un libro a fumetti che è narrazione e testimonianza, invenzione stilistica e rigore documentario, una fusione di linguaggi per restituire la complessità della frontiera.

– Libro di riferimento: Andrea Ferraris e Renato ChioccaLa Cicatrice (Oblomov 2017)

 

 

> h 19:30 – Sala delle Mura

Siamo quello che diciamo, ma non lo sappiamo. Meraviglie dimenticate e insidie nascoste nelle parole di ogni giorno
Incontro con Massimo Arcangeli

“Una parola è morta appena è detta, sostiene qualcuno. Io dico che in quel momento comincia a vivere”. Emily Dickinson credeva nella forza creatrice della parola umana, e nella sua potenza.

Il linguaggio rappresenta le evoluzioni del costume e della società e la sua rappresentazione ai nostri stessi occhi. In un appuntamento il cui centro è l’importanza delle parole, l’esperto linguista ci conduce in un viaggio alla (ri) scoperta delle parole più importanti per i tempi che verranno. Amore, integrazione, realtà, scienza, sessualità – e naturalmente futuro, una terra ancora tutta da esplorare.
Libro di riferimento: Massimo Arcangeli, con Edoardo Boncinelli, Le magnifiche 100. Dizionario delle parole immateriali (Bollati Boringhieri 2017)

Libro di riferimento: Massimo Arcangeli, con Valentino Selis, Faccia da social. Nazi, webeti, pornogastrici e altre specie su Facebook (Castelvecchi, 2017)

 

> a seguire

Sala delle Mura

Il futuro in tavola: il cibo del benessere e della longevità. La “blue zone” della Sardegna

Il patrimonio delle materie prime indicate dai centenari dev’essere l’input per una grande innovazione culinaria, dev’essere un connubio tra nuove tecniche di cucina e procedimenti consolidati, quali le tecniche di cottura ma senza mai tralasciare l’aspetto salutistico del piatto e senza mai sottovalutare l’aspetto primitivo per cui il cibo è importante, cioè la nutrizione.” Un giovane cuoco appassionato di Sardegna e longevità racconta le sue sperimentazioni con i cibi della tradizione, l’amore per il territorio e la valorizzazione della memoria storica che hanno reso la Sardegna una delle cinque “Blue Zones” del mondo.

– Incontro e Cooking show di Alessandro Falchi

 

 

Tutti i giorni 

Sala esposizioni

 

Futuri affreschi italiani (Pale d’altare per questo e altri pianeti)
L’anteprima della nuova mostra di Salvatore Garau

Nessuno dipinge più pale d’altare: l’arte contemporanea si sente distante e distratta da questa pratica e, del resto, è faticoso immaginare una pratica pubblica così importante destinata a un uso che non sia “descrittivo” ma immaginifico, onirico, eppure così presente come ha saputo fare Salvatore Garau.

Il ciclo di tele di grandi dimensioni, che vengono dipinte su un materiale povero, il Pvc (quello dei teloni pubblicitari delle nostre città),  costituisce nell’insieme (e ciascuna per la sua specificità) una delicata e allo stesso tempo potente riflessione sul sacro e sull’uso che se ne fa nella nostra società contemporanea.

Durante Pazza Idea. Profilo Futuro saranno esposte due delle tele pensate per essere le “pale d’altare” del futuro: evocano nel visitatore domanda e voglia di sacralità, mistero, forse presenza. Siamo di fronte a pitture che incanalano i nostri dubbi: eppure, averle lì, davanti a noi, magari in contesti sacri, come le chiese, può dare un tentativo di risposta. Sono opere che ci vengono incontro, come il bisogno di fede: di più, traducono, queste pennellate opache, queste figure sfocate e forse impersistenti la labilità del nostro essere di fronte al mistero. Non di meno, ecco, sono lì, a presentare la nostra domanda: chi siamo, in cosa confidiamo, quali fratellanze stabiliamo con l’universo che ci circonda e con ciò che è la nostra essenza più intima?