L’edizione 2019 è dedicata ai grandi temi di Bellezza e Rivoluzione. Un richiamo alla forza dirompente e spesso eversiva della bellezza in tutte le sue forme, alla sua potenza educativa per tutte le generazioni, soprattutto alla sua funzione salvifica nei tempi difficili che viviamo. Tutti elementi rivoluzionari, perché capaci di attivare cambiamenti e progresso.
«Se i popoli si accorgessero del loro bisogno di bellezza, scoppierebbe la rivoluzione» (James Hillman, La politica della bellezza, 2010).


 

GIOVEDÌ 21 novembre

h.17:00 Sala della Cannoniera

Temperature
Inaugurazione della mostra di Fabio Magnasciutti presentata da Stefano Salis
Temperature è il titolo scelto per la raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti, che abbiamo visto negli ultimi anni su la Repubblica, l’Unità, il Fatto quotidiano, gli Altri, Linus e Left, in TV a “Che tempo che fa”, è la sintesi della poetica di questo artista del disegno: uno sguardo ironico e sempre insolito sugli eventi della vita, l’attualità, i sentimenti, con la forza e l’incisività che solo l’immagine può dare.

 

h.17:30 Sala della Cannoniera

Tina Modotti – Fotografa e Rivoluzionaria
Inaugurazione della mostra di Tina Modotti  presentata da Stefano Salis
“Tina ModottiFotografa e Rivoluzionaria” è il titolo della mostra curata da Reinhard Schultz (Galleria Bilderwelt di Berlino). Nonostante le sue varie arti, fu infatti anche attrice di cinema e teatro, la vera grande passione di Tina Modotti fu la Fotografia. Questa retrospettiva del suo lavoro fotografico include i suoi ritratti, gli studi delle piante e la sua famosa serie “Donne di Tehuantepec”, oltre a materiale meno conosciuto. La mostra ci condurrà in un viaggio all’interno della vita rivoluzionaria di Tina Modotti, svoltasi tra Italia, Messico, California, Parigi, Berlino, Mosca e Spagna, e tra i meandri delle sue relazioni con personaggi illustri e artisti che tracciarono le linee guida di importanti fasi della sua vita.

In collaborazione con MAACK –  Museo d’Arte Contemporanea di Casacalenda

 

h.18:00 Sala delle Mura

La vita davanti a sé
Incontro con Giuseppe Lupo e Alice Cappagli, in conversazione con Stefano Salis
Così come la costruzione di un amore, anche quella di una identità e di una appartenenza  possono essere non lineari, non sempre semplici, a volte in contrasto col mondo e anche con coloro che più amiamo. Lo strumento più potente è ancora una volta la parola, esercitata o negata, e spesso la scoperta di nuove possibilità, magari attraverso i libri, “la chiave di tutto”.
Ce lo racconteranno Giuseppe Lupo, con il racconto affettuoso di un’infanzia e insieme della crescita del Sud dell’Italia negli anni del boom economico, e Alice Cappagli che con il suo primo libro – divenuto presto un caso letterario – trasfigura la quotidianità in universale, raccontandoci una storia di amicizia, cura, scoperta di sé e rivoluzioni dell’anima.

 

h.19:00 Sala della Cannoniera

Meno è meglio? Istruzioni per l’uso delle parole, del linguaggio, della tecnologia…e dell’altrove
Incontro con Vera Gheno e Massimo Mantellini, in conversazione con Marcello Cocco
La comunicazione e il linguaggio: abitudini e costumi sui social, ma anche offline. Le parole hanno ancora un valore? Sono ancora le vere narratrici della realtà oppure la “facilità” della rete le ha depotenziate? Come ci hanno cambiati i social media, sono forse loro i responsabili di una scelta ormai “esistenziale” di “bassa risoluzione” per cui scegliamo migliaia di piccole foto Instagram invece di una “definitiva” con la Reflex? L’incontro con Vera Gheno, sociolinguista e docente, e Massimo Mantellini, giornalista ed esperto della Rete, fornirà al pubblico le linee guida per provare a recuperare il senso pieno del presente e a capire come il linguaggio e la tecnologia, sempre strettamente correlati, siano un’arma potente da maneggiare con cura.

 

h. 20:00 Sala delle Mura

Imperfezione. Una storia naturale – Lectio Magistralis
Lectio magistralis di Telmo Pievani, introduce Alice Piras
Noi siamo il risultato di una serie di imperfezioni che hanno avuto successo. Il nostro cervello e il nostro genoma, due tra i sistemi più complessi che la natura abbia prodotto, sono pieni di imperfezioni. Sono le strutture imperfette a farci capire in che modo funziona l’evoluzione: non come un ingegnere che ottimizza sistematicamente le proprie invenzioni, ma come un artigiano che fa quel che può con il materiale a disposizione, trasformandolo con fantasia, arrangiandosi e rimaneggiando. Anche la storia naturale che ci ha condotto fin qui è un catalogo di imperfezioni che hanno funzionato, a partire da quella infinitesima deviazione nel vuoto quantistico primordiale da cui è nato l’universo.

Il filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, tra i più affermati scrittori di scienza italiani, ritorna con un saggio sorprendente in cui Lucrezio e la scienza del XXI secolo vanno a braccetto. Ripercorrere la storia dell’imperfezione è importante perché oggi una potentissima specie imperfetta domina il pianeta: dunque, comprereste un’auto usata da Homo sapiens?

In collaborazione con ‘Skillellé – Pronti per il mondo’ e con Unistem

 

h. 21:00 Sala della Cannoniera

Il treno di Sottsass – “Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza”
Proiezione di Il treno di Sottsass
“Il treno di Sottsass” è un documentario che ripercorre la storia di un incredibile architetto (come gli piaceva considerarsi), designer e artista (come, invece, non amava essere considerato). È un percorso, questo, attraverso le sue stesse parole, tratte da interviste risalenti a 3 differenti periodi, e attraverso i ricordi delle persone che l’hanno conosciuto da vicino e frequentato, svelandone le peculiarità. Si comincia dall’infanzia libera tra le montagne, per poi avventurarsi nel mondo dei viaggi in America dove scopre la cultura industriale e i poeti della Beat Generation, e poi ancora il valore del colore, gli anni in Olivetti, le sue invenzioni. È un viaggio attraverso la sua vita in cui lo spettatore scoprirà quanto importante per lui sia stato viaggiare, in quanto “parte del progetto esistenziale”. Il racconto si snoda attraverso le varie voci che si alternano. 

“Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza”, diceva Ettore Sottsass. Le parole del designer austriaco – italiano sono forti come le sue opere, che vanno dai mobili alle fotografie, dagli edifici agli scritti, e provocatorie come le forme da lui create e i materiali da lui esplorati. Divenuto famoso con i prodotti realizzati per la Olivetti, come la rivoluzionaria macchina da scrivere Valentine, Ettore Sottsass è un esempio di originalità, curiosità e ingegno.

 

VENERDÌ 22 novembre

h.10:00 – 12:00
Sala della Corona
Come si scrive una lettera d’amore
Workshop a cura di Ilaria Gaspari
Non sempre si può dirlo con i fiori – qualche volta occorre metterlo nero su bianco. E siccome è molto difficile avere perennemente a disposizione un Cyrano che sappia prestarci le parole, tanto vale che ci dedichiamo ad affinare l’antica arte di scrivere lettere d’amore.Una lettera d’amore scritta bene è un potentissimo strumento di seduzione, ma non è solo quello: perché scrivere un messaggio d’amore significa tuffarsi nelle acque più profonde di sentimenti a cui non siamo abituati a dare un nome, se non quello che i poeti hanno inventato “per far rima con cuore”. Questo laboratorio nasce per imparare a pesare le parole che raccontano quello che proviamo, svelare a chi amiamo il nostro sguardo su di lui o su di lei, concedendoci di essere abbastanza sinceri e generosi da mostrarci vulnerabili.Per 15 partecipanti
Bambini, ragazzi, adulti, vecchietti, non è importante, basta che vogliano scrivere una lettera d’amore
Iscrizioni aperte fino al 20/11 compreso, compatibilmente con la disponibilità dei posti

PARTECIPAZIONE GRATUITA
ISCRIZIONE workshop.pazzaidea@gmail.com

 

h. 10:30 – 12:30
Sala della Cannoniera
Testo tra le nuvole
Workshop a cura di Fabio Magnasciutti
Il rivoluzionario mondo della satira, l’attualità, l’ironia. Quanto può essere importante un’immagine e qual è la sua relazione con le parole, il testo, la scrittura? L’illustrazione come potente mezzo di espressione: il processo di creazione, ideazione, realizzazione.In questo laboratorio, l’autore presenterà il suo lavoro, le sue esperienze e offrirà il suo punto di vista sul mondo dell’illustrazione e della satira, aprendo un dibattito tra i partecipanti. Attraverso la proiezione di alcune sue tavole se ne analizzeranno i processi creativi, l’ideazione, la realizzazione; con l’ausilio di esempi in diretta se ne studieranno le tecniche utilizzate. Nell’ultima parte del workshop, ai partecipanti verranno consegnate delle vignette prive di testo e insieme si discuteranno i meccanismi di relazione tra immagini e parole.

Per 20 partecipanti
Appassionati di illustrazione, disegno, satira, umorismo, anche senza esperienza
Iscrizioni aperte fino al 20/11 compreso, compatibilmente con la disponibilità dei postiPARTECIPAZIONE GRATUITA
ISCRIZIONE workshop.pazzaidea@gmail.com

 

h. 11:00 – 13:00
Sala delle Mura  
La Rivoluzione Trama
Teoria e pratica degli elementi narrativi per costruire un romanzo
Workshop a cura di Vins Gallico
Partendo dalle strutture di tre capolavori diversissimi (L’idiota, Il giorno della civetta, Il grande sonno), che non occorre aver letto (ma se li avete letti, tanto di guadagnato), si analizzeranno le varie possibilità del racconto, in letteratura come al cinema, nel fumetto come nelle serie TV. Obiettivo dell’incontro è avere un quadro più consapevole di uno dei tre pilastri della narrazione: la costruzione di una trama.

Per 20 partecipanti
Per chi vuole raccontare una storia, chi lo ha già fatto e chi non ci ha ancora provato.
Iscrizioni aperte fino al 20/11 compreso, compatibilmente con la disponibilità dei postiPARTECIPAZIONE GRATUITA
ISCRIZIONE workshop.pazzaidea@gmail.com

 

 

 

h.17:00 Sala delle Mura

Adriano Olivetti, storia di una rivoluzione: la felicità collettiva
Incontro con Alberto Saibene e Giuseppe Lupo, in conversazione con Stefano Salis
Sono gli anni 50 ed è un’Italia fervida ed entusiasta quella che si affaccia alla seconda metà del ‘900. È un’Italia orgogliosa e umile che guarda al futuro quella che ci racconta Alberto Saibene in “L’italia di Adriano Olivetti”. Ci racconta di Adriano Olivetti, un imprenditore illuminato, un mecenate, un utopista, un rivoluzionario. La sua passione e la sua voglia di fare lo condurranno fiero attraverso una rivoluzione etica che coinvolse l’Italia di quel tempo. Adriano capiva gli uomini, “sapeva fare sue le intelligenze del tempo”: si circondò di ingegneri, poeti, filosofi, psicoanalisti, architetti, sociologi, tutti diversi tra di loro, tutti con una propria personalità e con le proprie libere idee. Sempre persuaso dalla bellezza della diversità e la potenza del fattore umano, creò un impero, fatto rigorosamente di persone volenterose ed entusiaste come lui. “Come verrebbe giudicato oggi un imprenditore che parla così agli operai: «Voglio anche ricordare come in questa fabbrica, in questi anni, non abbiamo mai chiesto a nessuno in quale religione credesse, in quale partito militasse o da quale regione d’Italia egli e la sua famiglia provenissero». (Ivrea, 24 dicembre 1955)”. Rivoluzionario, appunto.

Alberto Saibene e Giuseppe Lupo, massimi esperti olivettiani in Italia, ci guideranno attraverso le pagine dei loro libri per raccontarci chi era Olivetti.

 

h.18:00 Sala della Cannoniera
Internazionale: storia e futuro di un giornale diverso da tutti gli altri
Incontro con Giovanni De Mauro, in conversazione con Giuseppe Meloni
Il caso di Internazionale: com’è nato, come ha rivoluzionato il panorama editoriale in Italia, come funziona? Il giornale più innovativo, attuale e sempre diverso dagli altri, nel panorama odierno. Qual è la sua storia? Presente e futuro delle notizie, della professione del giornalista, com’è cambiato e come continua a cambiare il modo di fare giornalismo, di scrivere le notizie, ma anche e soprattutto il modo di leggere le informazioni e di interpretarle. Quanto è importante il confronto con gli altri?   

 

h.19:00 Sala delle Mura

Movesi l’amante
Performance di e con Luca Scarlini, accompagnato da Alberto Mesirca
Un nuovo spettacolo dello scrittore e performer che come nessun altro racconta i grandi della contemporaneità e del passato. Qui lo spunto è il monumento a Leonardo scolpito da Pietro Magni, di fronte a Palazzo Marino, che raffigura ai piedi dell’artista che più ha determinato l’immagine di Milano i quattro giovani artisti che furono associati a lui, per la vita e nell’arte, definendo uno stile leonardesco destinato ad avere vasto successo. Le biografie sono spesso confuse, tra una Factory rinascimentale, amori e relazioni con la corte degli Sforza. Marco D’Oggiono, Giovanni Andrea Boltraffio, Cesare da Sesto, e Andrea Caprotti detto il Salaino, o Salaì, ossia Saladino, usato nel Morgante del Pulci, come figura del diavolo. Proprio lui, al secolo Gian Giacomo Caprotti, è la figura più ambigua nella luce di una relazione strettissima, in cui il ragazzo terribile dettava spesso le condizioni, comparendo secondo molti come modello in opere celeberrime del maestro, tra la Gioconda e l’Ultima cena.

 

h. 20:00 Sala delle Mura 

Comunque vada, avremo sempre Parigi – Lectio Magistralis
Introduce Stefano Salis
Lectio magistralis di
Giuseppe Scaraffia
È un viaggio nel tempo, in cui sembra quasi di sentire il rumore della Senna e si intravede la luce di certe mattine d’inverno. Un’immersione di pura bellezza nella Parigi tra gli anni 1919 e 1939, quando la Ville Lumière era il centro artistico, letterario e mondano dell’Europa. Proprio sulla Rive Droite, con il Palais Royal e il Louvre, l’Opéra e la Bibliothèque Nationale, i grandi boulevard con i loro lussuosi caffè, gli Champs-Élysées con i ritrovi, i teatri e i cinematografi, il Faubourg Saint-Honoré, i grandi alberghi e i negozi alla moda, i quartieri dell’alta borghesia dove si svolgeva la vita mondana, le periferie e Montmartre. Scaraffia ci racconta con maestria la grande bellezza di un tempo di grandi rivoluzioni culturali e di costume, sotto lo sguardo benevolo di personaggi come André Breton e Céline, Marina Cvetaeva e Henry Miller, ma anche altoborghesi come Proust e Gide, viveur come Francis Scott Fitzgerald e Jean Cocteau. 

 

h. 21:00 Sala della Cannoniera

Cos’hai da guardare

Incontro con Bobo Rondelli, introduce Renato Chiocca
Un libro, una chitarra e un bicchiere di vino. Così Bobo Rondelli porterà in giro sui palchi d’Italia le sue canzoni più amate, i suoi “ciu’i” di battaglia, le canzoni degli autori più amati e tante storie assurde in pieno stile rondelliano. Un tour intimista in cui il cantautore livornese, attraverso il suo libro, farà i conti con chi lo ha messo al mondo, con la sua città, con le donne, la solitudine, la droga, la musica, con sé stesso. 

Perfetto interprete dello spirito beffardo, malinconico, orgoglioso della sua Livorno, fondata, come ama raccontare, “da ladri, prostitute e prigionieri politici”, Rondelli è uno degli ultimi maledetti della canzone e della poesia italiana. Il cantautore livornese ha scritto e continua a scrivere di amori difficili, storie tragicomiche, sentimenti struggenti e drammi esistenziali, ma soprattutto continua a fare del palco il suo vero habitat, mescolando, da insospettabile performer, comicità grossolana e sottile provocazione, suggestioni poetiche e ballate che sanno toccare l’anima.

 

SABATO 23 novembre

h.10:00 – 12:00
Sala delle Mura
Instagram e la rivoluzione della scrittura online
Workshop a cura di Jolanda Di Virgilio e Antonio Prudenzano
Sui social tutto cambia rapidamente, e non è sempre facile restare aggiornati. Allo stesso tempo è necessario seguire queste evoluzioni, per capire come sviluppare una comunicazione efficace e coinvolgente. Per questo anche chi si occupa di libri, festival culturali, arte, teatro, cinema e tv, non può fare a meno di usare Instagram, cercando di definire, attraverso post e stories, la propria identità editoriale.Pazza Idea ospita un incontro in cui si analizzeranno diversi casi, non solo italiani, per comprendere come sta cambiando la comunicazione culturale online e per cercare di prevedere i prossimi trend, parlando anche del successo del nuovo social TikTok e dei gruppi su Telegram.Per 15-20 partecipanti
Operatori del settore della comunicazione, appassionati di politica, giornalisti, addetti stampa. Chi lavora nel mondo dell’editoria o vorrebbe lavorarci, blogger, giornalisti culturali professionisti del settore, social media manager, web content manager
Iscrizioni aperte fino al 20/11 compreso, compatibilmente con la disponibilità dei postiPARTECIPAZIONE GRATUITA
ISCRIZIONE workshop.pazzaidea@gmail.com

 

 

h. 10:00 – 13:00
Sala della Cannoniera Materia Prima
Workshop a cura di Mafe De Baggis
Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni, scriveva Shakespeare nella Tempesta; qualunque sia la tua materia preferita per creare, impariamo a realizzare i tuoi sogni conoscendo meglio gli strumenti a nostra disposizione oggi.Come usare quello che abbiamo imparato dal digitale anche fuori dal digitale?Un laboratorio per artisti, scrittori, musicisti, artigiani, ma anche chef, pubblicitari, negozianti e sportivi. Per chiunque voglia realizzare quello che fino a ieri sembrava impossibile, senza cambiare il cuore del proprio lavoro.

Per 30 partecipanti
Autori, creativi, artigiani, artisti, tutti quelli che devono arricchire il loro lavoro, senza cambiarlo
Iscrizioni aperte fino al 20/11 compreso, compatibilmente con la disponibilità dei postiPARTECIPAZIONE GRATUITA
ISCRIZIONE workshop.pazzaidea@gmail.com

 

 

h.10:30 – 12:30

Sala della Corona

Bellezza, Identità, Alterità: variabili d’immagine nella società contemporanea

Workshop a cura di Giacomo Pisano
La bellezza o le bellezze? Da tempo immemorabile la complessità delle definizione di un canone estetico accompagna la storia dell’uomo, rivelandosi, forse, una chimera. Le variazioni del concetto di bello e del senso estetico sono un infinito territorio da esplorare, attraverso excursus storici, culturali, artistici.
Il curatore del workshop porterà, tra gli altri, alcuni esempi nell’arte visiva per raccontare come cambia l’estetica del bello attraverso la storia, le culture, le società. In collaborazione con Veronica Frau, che da anni sta realizzando un progetto sulla bellezza alternativa e lo stravolgimento dei canoni estetici, con alcune fotografie.


Per 20 partecipanti

Studenti universitari, appassionati di arte e antropologia, studenti di Scienze della Comunicazione, di Belle Arti, fotografi, artisti

Iscrizioni aperte fino al 20/11 compreso, compatibilmente con la disponibilità dei posti

PARTECIPAZIONE GRATUITA
ISCRIZIONE workshop.pazzaidea@gmail.com

 

h.12:00 Sala delle Mura 

Il Paese più bello del mondo. Il FAI e la sfida per un’Italia migliore
Incontro con Alberto Saibene, in conversazione con Giacomo Serreli
Introduce Monica Scanu  Presidente Regionale Fai Sardegna
Sede del maggior numero di siti dell’Unesco, l’Italia è considerata dai tempi del Grand Tour “il Paese più bello del mondo”. Le civiltà che si sono succedute, dai Latini fino ai giorni nostri, le declinazioni regionali di arte, lingua e cucina, hanno reso il nostro un Paese unico per stratificazione di civiltà, testimonianze storico-artistiche, varietà di paesaggi. Ce lo racconterà lo scrittore Alberto Saibene in conversazione con Giacomo Serreli

 

h.17:00 Sala delle Mura

Porti ciascuno la sua colpa. Cronache dalle guerre dei nostri tempi
Incontro con Francesca Mannocchi, in conversazione con Maddalena Brunetti
«Cosa ne faremo delle migliaia di bambini che vivevano sotto l’Isis?»
«Li dovevamo uccidere tutti.»
Queste parole raccolte da Francesca Mannocchi durante uno dei suoi reportage di guerra sono l’avvio di una storia che nessuno vuole ascoltare, anche se la Storia ci insegna che resta sempre qualcosa di umano e resistente anche là dove il mondo finge di non sapere guardare.
Non c’è un solo ritratto in Porti ciascuno la sua colpa che non si incida nella nostra mente: le donne vedove di miliziani pronte a essere madri di altri martiri, i bambini dei carnefici dell’Isis accanto ai bambini delle vittime dell’Isis nello stesso campo profughi, i giovanissimi orfani del Califfato che speravano di immolarsi in un attentato e adesso senza una gamba guardano fisso il vuoto, gli adolescenti terroristi che sembrano dei ragazzi di una qualunque periferia del pianeta. Un libro-reportage necessario, che racconta non solo il Male, ma anche la possibilità di una salvezza e la resistenza del nocciolo duro della bellezza del mondo: l’umanità.

 

h.18:00 Sala della Cannoniera

In bilico tra nostalgia e speranza

Incontro con Pinar Selek, in conversazione con Yari Selvetella
Un incontro emozionante con l’attivista, sociologa e scrittrice turca costretta all’esilio dal 2009, e il suo racconto dell’esilio e dell’appartenenza a un Paese più grande, “il mondo intero”.
“Se mi domandano come sto, rispondo che resisto, che ho imparato a giocare con questi venti che all’inizio mi hanno depistata. Ma che non posso avviarmi verso il luogo di cui parlo, il paese che mi manca.” La scrittrice, che ancora oggi rischia una condanna all’ergastolo, ci racconterà la continua ricerca dell’equilibrio tra le tensioni tra la nostalgia per il passato e l’attrazione per l’altrove. La nostalgia della lingua e delle cose con le quali si è cresciuti e insieme l’audacia che spinge ad avventurarsi sempre più lontano, e lo sgomento di fronte all’ignoto, dopo lo strappo brutale dagli esseri e dai luoghi. La bellezza degli incontri, anche, e il piacere di tessere legami nei margini immensi che si prendono gioco delle frontiere.

Interpretazione da/verso il francese a cura di Alessandra Mulliri

 

h.19:00 Sala delle Mura
Un dramma del Novecento – Lectio Magistralis
Lectio magistralis di Emanuele Trevi, introduce Stefano Salis
Una lectio magistralis ad hoc del critico letterario e scrittore Emanuele Trevi per l’affascinante quanto complicato binomio qual è “bellezza e rivoluzione”. Un excursus imperdibile tra letteratura e Storia, con la rivoluzione russa come immenso epicentro di un terremoto universale e due nomi, fiammeggianti e immortali, per tutti: Marina Cvetaeva (1917-1919) e Vladimir Majakovskij.
Domande incandescenti alle quali la grande letteratura, in particolare quella russa, cerca da sempre di dare una risposta: dove finisce, nell’esperienza umana, il dominio dell'”utile” e dove inizia quello dell'”inutile” ? Gli uomini del Novecento hanno sperimentato questo dilemma, sempre latente nel pensiero occidentale con una drammaticità prima sconosciuta. Ancora, la felicità del  singolo e quella delle masse, il pensiero tragico e lucidissimo di Majakovskij, la rivoluzione russa come immenso epicentro di un terremoto universale e le testimonianze dal cuore del conflitto con i taccuini moscoviti di Marina Cvetaeva (1917-1919).

 

h. 20:00 Sala della Cannoniera

Nulla dies sine linea. Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto

Incontro con Antonio Marras, in conversazione con Stefano Salis
Una conversazione sull’arte, la vita, il processo creativo e le scelte stilistiche che connotano le “opere” di un grande artista contemporaneo. Non solo stilista, perché la moda è certo espressione di bellezza, ma anche di ricerca, di inventiva, di cambiamento; spesso anticipa le tendenze della società e mostra la realtà sotto una prospettiva diversa, quasi sempre irriverente e inattesa. Lo stile Marras è stato una rivoluzione del gusto e dell’immagine della nostra isola, un incontro felice di tradizione e modernità, la possibilità di proiettarsi nel futuro e nel mondo “grande e terribile”. L’irrequietezza come tratto distintivo della creatività, come scelta o destino, come motore di cambiamento e bellezza.

 

h. 21:00 Sala della Cannoniera

La poesia della realtà. Innamorarsene.
Incontro con Domenico Iannacone in conversazione con Renato Chiocca
Tutto è poesia: le cose semplici, le storie piccole, l’emozione e il conforto di scoprire che “nessun uomo è un’isola”. Il suo linguaggio si fa interprete e strumento della realtà, avvicina persone, percorsi ed esperienze. Con “I dieci Comandamenti” prima e “Che ci faccio qui” poi (su RaiTre) Domenico Iannacone ha rivoluzionato il modo di raccontare le storie, a metà fra il reportage e la narrazione: con il suo sguardo misericordioso e complice questo autore, giornalista e conduttore televisivo, che è anche poeta, ci ha fatto intravedere, nascosta nelle pieghe della quotidianità, quella materia misteriosa di cui scriveva Keats: “Bellezza è verità/verità è bellezza”.

 

DOMENICA 24 novembre

h.11:00 Sala delle Mura
La ricerca della felicità e i mille modi gentili per trovarla
Incontro con Cristina Milani e Ilaria Gaspari in conversazione con Michela Calledda
“Gentilezza richiama gentilezza”, ne è sicura la psicologa che fa della gentilezza l’unica arma per combattere la sua Rivoluzione gentile. In “La forza nascosta della gentilezza”, Cristina Milani dà le dritte su come riallenarsi alla gentilezza. Sono piccoli esercizi di civiltà, sono sorrisi, sono gesti di premura verso gli altri che propagandosi possono creare una rivoluzione morbida, ma efficace. Lei punta sull’effetto farfalla; ognuno di noi ha il suo compito: iniziare a sorridere, recuperare la bellezza dei gesti gentili. La rivoluzione è già cominciata: con Cristina Milani, che ci condurrà per mano verso la riscoperta della gentilezza, e la filosofa  Ilaria Gaspari, che ci darà qualche lezione di felicità, attraverso alcuni “esercizi filosofici per il buon uso della vita”. Ci lasceremo travolgere in un circolo filosofico virtuoso di felicità e gentilezza.

 

h.12:00 Sala della Cannoniera, sala delle Mura, sala degli Archi

Bellezza è rivoluzione. Lettura di poesie con commento musicale
Matinée di poesia a cura di Yari Selvetella 

Percorso in tre tappe

Un lungo corpo a corpo tra originalità e luogo comune, tra retorica e invenzione: la bellezza è verità come per Keats? È mostro come per Baudelaire? La bellezza nella poesia non è mai neutrale: è sfida alla dittatura del tempo, è illusione d’amore, è resistenza allo sfruttamento, è indipendenza di pensiero. È conflitto, è rivoluzione. Il giornalista e scrittore Yari Selvetella ci propone un percorso arbitrario nella sfida dei poeti a due delle parole più abusate di epoche remote e recenti.

In ordine di apparizione, poesie di:

Sandro Penna, Pierre De Ronsard, Pablo Neruda, Nicanor Parra, Nazim Hikmet, Vladimir Majakovskij, Manlio Massole, Rocco Scotellaro, Amelia Rosselli, Wislawa Szymborska, Sergio Atzeni, Tiziano Scarpa, Maria Grazia Calandrone, Giuseppe Conte, Giacomo Leopardi.

Letture di Michela Atzeni, Lia Careddu, Giacomo Casti, Maria Loi, Angelo Trofa, Elio Turno Arthemalle.  

Musiche di Matteo Leone, Safir Nòu.

Una produzione originale Luna Scarlatta

 

h.17:00 Sala delle Mura

Col sorriso aperto
Incontro con Daniele Vicari in conversazione con Renato Chiocca
Lo spunto, drammatico e definitivo, è quello di una storia italiana di qualche tempo fa: un ragazzo ucciso in discoteca ad Alatri, in Ciociaria, davanti a decine di persone, senza motivo. Una vita tranciata dalla violenza e dall’indifferenza, risucchiata quasi subito dai tentacoli della cronaca, che mostra a chi vuole indagarla il cortocircuito fra la realtà e il sensazionalismo mediatico, la confusione dei piani del racconto, l’indifferenza che circonda gli eventi difficili, violenti, e soprattutto il rumore di fondo, che rende difficile un racconto che sia il più possibile vero. Daniele Vicari di solito fa il regista: di film (Velocità massima, L’orizzonte degli eventi, Il passato è una terra straniera, Diaz, Sole cuore amore) e di documentari (Il mio paese, La nave dolce). Qui si cimenta nel racconto scritto di una violenza che è quasi bellica, primitiva. Quasi biblica, proprio come il nome del protagonista, sconfitto in una battaglia non voluta. Come restituire il bello e il buono di un ragazzo dal “sorriso aperto”, se non provando a ricostruire una vicenda che è umana e singola ma anche sociale e collettiva, e che ci mette in guardia, tutti, da quello che può accadere in un tempo in cui tutto è mediatico? La rivoluzione, talvolta, passa anche da un impegno civile e morale come questo.

 

h. 18:00 Sala delle Mura

Viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno dell’arte

Christian Caliandro storico e critico dell’arte, in conversazione con Simona Campus, direttrice artistica EXMA e Maria Francesca Guida, vicepresidente ECCOM e consigliere di amministrazione dell’Azienda Speciale Palaexpo.

Un panel dedicato all’arte contemporanea, formidabile propulsore e “cuore rivelatore” delle rivoluzioni della società: se, da tempo, ormai, gli artisti hanno infatti messo in discussione la concezione canonica e tradizionale della bellezza, piccole e grandi rivoluzioni accadono sempre più di frequente grazie a processi artistici basati sulle relazioni tra gli individui, creando nuovi legami con le comunità e i territori, scrivendo nuove storie. L’appuntamento rinnova la collaborazione, intrapresa nelle precedenti edizioni, tra Pazza Idea e il Consorzio Camù per il progetto EXMA, rivolgendo uno sguardo specifico ai fattori di cambiamento culturale e sociale che l’arte innesca e determina.

In collaborazione con Consorzio Camù

 

h.19:00 Sala della Cannoniera

La scomparsa di mia madre

Proiezione del film La scomparsa di mia madre, di Beniamino Barrese
Cosa c’è di più rivoluzionario della bellezza, quando si tratta di rompere gli schemi e vivere la vita in libertà? La straordinaria storia di Benedetta Barzini, modella, scrittrice, femminista, docente, icona di più generazioni è stata splendidamente raccontata nel documentario sulla sua vita “La scomparsa di mia madre”, dal figlio Beniamino Barrese. Il film rappresenta il tentativo da parte del figlio di trattenere ancora un po’ la madre e di fermare nella memoria la sua vera essenza e autenticità, a fronte del suo desiderio radicale di scomparire. Una storia conturbante, dura, commovente; un reciproco atto d’amore definitivo. Il figlio comprenderà alla fine del progetto il messaggio più importante che sua madre voleva trasmettergli: “ciò che veramente conta è sempre invisibile”, la vera bellezza, dunque, non si vede.



h.20:40 Sala della Cannoniera


La scomparsa di mia madre: la sua storia, la nostra storia
Incontro-confronto tra Benedetta Barzini e Beniamino Barrese in conversazione con Renato Chiocca
Benedetta ha oggi 75 anni ed è forse stanca di tutti i ruoli che la vita le ha imposto. Musa ispiratrice di Andy Warhol, Salvador Dalì, Richard Avedon; femminista radicale negli anni 70, in lotta per l’emancipazione delle donne, ha fatto la sua personale rivoluzione e la bellezza è stata un’arma. Lei desidera abbandonare le scene, lasciare tutto, vuole scomparire, raggiungere un luogo lontano, ma deve fare i conti con la determinazione del figlio. Beniamino, infatti, turbato dalle idee di sua madre, decide di filmarla, con la sua approvazione, ma anche senza: è un intenso scontro personale e politico, un dialogo intimo e struggente tra madre e figlio che cercano di immaginare insieme il profilo di una separazione, difficile da rappresentare e impossibile da accettare. Un incontro-confronto in cui cercheremo discretamente di trovare qualche risposta, proprio come Beniamino ha cercato di fare con questo progetto.

 

h. 21:30 Sala delle Cannoniera

Il rap e tutto il resto
Reading di e con Frankie hi-nrg mc, introduce Renato Chiocca
Il pioniere del rap italiano racconta sé stesso e l’hip hop in un monologo fatto di parole e musica. A cavallo tra autobiografia e documentario, con uno stile frizzante e unico, Frankie hi-nrg mc traccia il percorso che lo ha portato a diventare uno dei capiscuola del rap nostrano e, in parallelo, di come a New York è nato nei quartieri più disagiati l’hip hop, la cultura che da alcuni decenni ha invaso tutto il mondo e sta già ispirando la propria terza generazione. Per la prima volta la sua storia e quella della musica che più ha rivoluzionato la scena mondiale negli ultimi quarant’anni.

 

Tutti i giorni

 

Sala esposizioni

Sala degli Archi

Temperature è il titolo scelto per la raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti, che abbiamo visto negli ultimi anni su la Repubblica, l’Unità, il Fatto quotidiano, gli Altri, Linus e Left, in TV a “Che tempo che fa”, è la sintesi della poetica di questo artista del disegno: uno sguardo ironico e sempre insolito sugli eventi della vita, l’attualità, i sentimenti, con la forza e l’incisività che solo l’immagine può dare.

 

Sala della Corona

Tina Modotti – Fotografa e Rivoluzionaria è il titolo della mostra curata da Reinhard Schultz (Galleria Bilderwelt di Berlino). Nonostante le sue varie arti, fu infatti anche attrice di cinema e teatro, la vera grande passione di Tina Modotti fu la Fotografia. Questa retrospettiva del suo lavoro fotografico include i suoi ritratti, gli studi delle piante e la sua famosa serie “Donne di Tehuantepec”, oltre a materiale meno conosciuto. La mostra ci condurrà in un viaggio all’interno della vita rivoluzionaria di Tina Modotti, svoltasi tra Italia, Messico, California, Parigi, Berlino, Mosca e Spagna, e tra i meandri delle sue relazioni con personaggi illustri e artisti che tracciarono le linee guida di importanti fasi della sua vita.
In collaborazione con MAACK –  Museo d’Arte Contemporanea di Casacalenda

 

Tutti gli incontri e le mostre sono a ingresso libero e gratuito, senza prenotazione, fino a esaurimento posti.

 

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