Hanno dato il loro contributo, guidatə dalla padrona di casa Mattea Lissia, direttrice artistica del Festival: il sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Andrea Cigni, la vicesindaca del comune di Cagliari Maria Cristina Mancini, il funzionario Marco Zedda, la presidente regionale della Commissione Cultura Camilla Soru e la dirigente Antonella Giglio. E poi Stefania D’Arista, responsabile CTM, Simona Campus, direttrice MUACC, ed Ester Cois, prorettrice dell’Università di Cagliari.
Hanno partecipato all’evento anche ə ragazzə del liceo Pitagora di Selargius e le studentesse di Scienza della comunicazione, parte integrante del social media team di Pazza Idea.
Immerse per la prima volta nei meccanismi di un festival culturale, le tirocinanti dell’Università di Cagliari sin da subito hanno mostrato il loro entusiasmo. Per loro, la conferenza è stata “un evento accogliente, con tantissimi ospiti, che ci ha fatto riflettere e sognare sulla libertà”, tema centrale di quest’anno. È stata più di una semplice conferenza, è stato un laboratorio di visioni contemporanee e proiettate già al futuro.”
IL PROGRAMMA DI PAZZA IDEA 2025
La nuova edizione di Pazza Idea contempla novità come gli assoli e gli interludi, in cui non mancheranno gli eventi dedicati alla grande letteratura e alla poesia, al giornalismo e all’attualità. Torneranno le mostre, i panel e i workshop. Senza dimenticare la musica, i documentari, i reading e i live painting. Insomma, anche stavolta Pazza Idea sarà indimenticabile!
GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE
La prima serata si aprirà con l’inaugurazione della mostra “Appunti di Venere. Uno spazio di arte e impegno lungo dodici anni”, dedicata a Roberta Sanna, la grafica che per ben 12 anni ha dato vita alle Veneri di Pazza Idea.
Ospiteremo poi la giornalista d’inchiesta Annalisa Camilli e il suo assolo intitolato “Senza perdere la tenerezza”. Il dolore e l’informazione vanno spesso di pari passo: è possibile rimanere informati, raccontare il dolore degli altri senza smettere di essere umani?
Seguirà volta l’interludio di Lavinia Bianchi “Il personale è politico. La narrazione di sé come posizionamento decostruttivo e pratica decoloniale”, uno speech che mette insieme femminismo, pedagogia critica e pratiche di rifiuto, valorizzando le voci ai margini.
“Nuove grammatiche del sentire” è invece il nome dell’incontro che vede protagonista lo youtuber Alessandro Masala (Shy) in dialogo col giornalista Raffaele Angius. Focus sugli aspetti della comunicazione e dell’informazione digitale al passo coi tempi, pensata dai millennial per i millennial e i ragazzi più giovani.
Quasi in chiusura della serata ci travolgerà “Un urlo di libertà”, omaggio poetico dedicato all’incontro letterario tra Lawrence Ferlinghetti, Cesare Pavese negli anni della Beat Generation. Il progetto è curato da Pierluigi Vaccaneo e Marco Cassini.
La serata si concluderà nel segno dell’arte, con la proiezione del documentario “Tenga duro signorina! Isabella Ducrot. Unlimited” di Monica Stambrini, ma non prima dell’incontro con la regista e un’introduzione a cura di Simona Campus (in collaborazione con Museo MUACC)
VENERDÌ 28 NOVEMBRE
Il primo appuntamento del venerdì sarà un omaggio a Sergio Atzeni, a trent’anni dalla sua scomparsa. Il ricordo, a cura di Yari Selvetella, sarà animato dalle Letture di Elio Turno Arthemalle e dal nu-jazz dei Freak Motel.
Con Stefano Vicari, docente all’Università Cattolica e neuropsichiatra al Bambin Gesù di Roma, intervistato da Jolanda Di Virgilio, parleremo di “Adolescenti interrotti”: come intercettare e non sottovalutare il disagio giovanile prima che sia tardi?
Incontreremo anche la “regina del silenzio” di Melania Mazzucco. In dialogo con Maddalena Brunetti, l’autrice presenterà l’enigmatica protagonista del suo ultimo romanzo, “Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne, una delle prime registe e produttrici cinematografiche della storia”.
Un altro appuntamento nel segno del femminile è quello con la giornalista e scrittrice Jennifer Guerra. Insieme a Lavinia Bianchi, ci porterà dritti negli anni Sessanta e Settanta, durante la nascita del movimento di liberazione delle donne.
Seguirà l’interludio della sociolinguista e attivista Vera Gheno che intende avanzare un interrogativo: A cosa serve la normalità?
Poi, reggetevi forte: sul palco del Teatro Carmen Melis salirà Guadalupe Nettel, in compagnia di Florinda Fiamma. Nettel è una delle più importanti scrittrici latinoamericane dei nostri tempi. Finalista all’International Booker Prize con La figlia unica, l’autrice messicana porterà a Pazza Idea il suo sfaccettato mondo narrativo, teso tra le dimensioni del reale e del fantastico, del quotidiano e dell’ignoto conturbante.
Spazio anche all’Assolo di Yari Selvetella, “La ricerca del vero come esercizio di libertà”: individualismi, propaganda, superficialità, assenza di memoria la minacciano… E’ possibile tenerla al sicuro con l’immaginazione e la fantasia?
Penultimo appuntamento del venerdì, il panel “Il posto delle donne” con la direttrice d’orchestra Gianna Fratta, la giornalista Simonetta Sciandivasci e l’esperta di retorica Flavia Trupia Moderato da Ester Cois, l’incontro vuole fare il punto sulla presenza femminile nel lavoro, nella società e nella vita pubblica.
Chiusura melodica con “La biddizza è suvrana”, concerto di Ivan Segreto
(piano, elettronica e voce), le cui canzoni originali e antiche della Sicilia sono un invito alla pace e al sentirci parte di un disegno armonioso, grande come il mare (in collaborazione con Insulæ Lab – Centro di Produzione Musica)
SABATO 29 NOVEMBRE
Anche il terzo giorno si apre con un ricordo letterario: “Scrittura e resistenza: l’eredità di Giorgio Todde, durante il quale ascolteremo le parole dello scrittore lette da Francesca Saba e le musiche di Pierpaolo Vacca. Sarà anche l’occasione per presentare al pubblico la neonata Associazione Giorgio Todde.
“Dimmi che sei stata felice” è il titolo del nuovo romanzo di Maria Grazia Calandrone, narratrice delle donne e dell’amore anticonvenzionale. Con lo stesso auspicio l’accoglieremo al Festival, in conversazione con Yari Selvetella.
Seguirà “La grammatica è glamour”, una dialogo tra Giuseppe Antonelli e Paolo Di Paolo: il primo, linguista, ha ideato e condotto per primo “Lingua Batte”, il programma di RaiRadio3 sulla lingua italiana; il secondo, scrittore, conduce attualmente lo stesso programma. S’incroceranno così a Pazza Idea, in uno spazio in cui parlare di grammatica, poesia ed evoluzione della lingua, nei loro risvolti anche pop.
Chiusa la parentesi linguistica, conosceremo meglio la direttrice d’orchestra Gianna Fratta: il suo interludio “Chiamatemi Maestra” si focalizzerà sulle questioni di genere nel mondo del lavoro, e sulla rappresentanza e rappresentazione femminile nella società intera.
Inediti punti di vista anche con Fabrizio Acanfora. “Rompere il gioco: nuove prospettive dell’attivismo contemporaneo” sarà un assolo sull’attivismo in ambito digitale, sul suo rapporto con le piattaforme e i rischi della mercificazione delle proteste e delle battaglie per i diritti civili e sociali.
A proposito di diritti, a Pazza Idea 2025 daremo risalto a un luogo dove crescono ə cittadinə del domani: la scuola. Lo faremo con “A scuola di libertà. Diritti, relazioni, sessualità e spazi di cittadinanza”. Moderato da Florinda Fiamma, il panel vedrà i contributi di Christian Raimo, Vanessa Roghi e Flavio Sorrentino, personalità che lavorano, ogni giorno, a stretto contatto con la scuola e lə studentə.
E ancora, l’interludio “Chi ha paura della voce delle donne”, a cura della giornalista Simonetta Sciandivasci: uno sguardo sul ruolo del transfemminismo nel superamento di ingiustizie e disuguaglianze.
Sul femminismo, nella serata di sabato ci sarà anche “Femminismo è libertà. Visioni, possibilità e resistenze di questo tempo”, panel con l’esperta di dati Donata Columbro, l’autrice Vanessa Roghi e la sociolinguista Vera Gheno – moderato da Ester Cois.
Non ci faremo mancare nemmeno la grande fotografia, in questo caso quella militante di Pietro Masturzo, fotoreporter a Gaza e in Cisgiordania che dialogherà con Maddalena Brunetti. Capiremo che “La fotografia è resilienza” quando incontra popolazioni resistenti alla guerra, alla precarietà e al dolore. E quando chi sta dietro l’obiettivo abbandona ogni individualismo.
Saluteremo il sabato con Diego Bianchi, in arte Zoro, giornalista e autore di “Propaganda Live”. Un momento di riflessione sulla libertà d’espressione, sulla necessità di voci alternative all’informazione mainstream, di una informazione e una satira partecipativa e comunitaria, calata nel reale, accessibile e, perché no, ironica.
DOMENICA 30 NOVEMBRE
Anche quest’anno la domenica sarà animata dalla poesia: stavolta con una poetry walk ibrida, tra musica e live painting, a cura come sempre di Yari Selvetella. Sarà un omaggio a Pier Paolo Pasolini, a cinquant’anni dalla sua morte.
Un altro omaggio sarà quello dedicato a Pier Vittorio Tondelli: un esperimento attoriale a cura di Felice Montervino e Mario Scandale.
Sperimentazione e lettura saranno al centro anche del progetto portato a Pazza Idea 2025 da Sonya Orfalian: un interludio dedicato a tutti i luoghi che possiamo chiamare casa, e uno spazio a letture tratte dai capolavori della letteratura mondiale.
Restando in ambito letterario, avremo con noi Mario Desiati, che con il suo ultimo romanzo affronta un viaggio interiore che è anche il confrontarsi di un intero Paese con i suoi rimossi.
Un Paese, l’Italia, che oggi fa i conti con carenze di libertà di stampa: parleremo dello stato dell’informazione in Italia con @Corrado Formigli, giornalista e conduttore di “Piazza Pulita” su LA7.
Un nuovo panel vedrà protagonisti l’imprenditore digitale Carlo Antonelli, sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Andrea Cigni e la direttrice e curatrice museale (attualmente della Fondazione Querini Stampalia di Venezia) Cristiana Collu.
“Cultura bene comune. Arte e conoscenza, economia, innovazione in Italia”, moderato da Simonetta Sciandivasci, sarà l’occasione per fare il punto sullo stato del patrimonio e dell’industria culturali in Italia.
Seguirà un assolo, “Amore e libertà”: Pietro del Soldà farà un excursus filosofico sul desiderio come esperienza di libertà, alla ricerca di un modo più consapevole di vivere l’amore.
E poi conosceremo le Appassionate, le donne che, celebrate nel nuovo libro di Maria Novella de Luca e Simonetta Fiori si son fatte spazio nel nostro Paese e nella società “Senza Chiedere il Permesso”.
Chiuderemo il festival con una raffinatissima musicista, Marta del Grandi: tra jazz e improvvisazione, sonorità folk e immaginari onirici, sarà un pazzesco saluto al prossimo anno!







